LA NUOVA TASSAZIONE DEI FONDI COMUNI PDF Stampa E-mail
Scritto da La Redazione   
Venerdì 08 Luglio 2011 00:00

La tassazione dei fondi rimane invariata e pari al 12,5% dei guadagni in conto capitale e sui proventi distribuiti, come le cedole.

Cambia però la modalità di applicazione dell’imposta, con il passaggio da un sistema di tassazione “sul maturato” e in capo al fondo ad uno “sul realizzato”, lo stesso sistema già in vigore per i fondi esteri armonizzati, come le Sicav.

Con il nuovo sistema, gli investitori pagheranno l’imposta sulle plusvalenze solo nel momento in cui realizzeranno queste plusvalenze, cioè quando effettueranno un’operazione di rimborso, liquidazione o cessione delle quote del fondo e non, come avviene oggi, un po’ tutti i giorni implicitamente nel valore della quota. Il nuovo sistema potrà avvantaggiare chi deterrà un fondo molto a lungo: infatti gli utili maturati nel corso del tempo e non tassati potranno generare ulteriori rendimenti.

Consideriamo un investitore, Giuseppe Verdi, che abbia sottoscritto 1.000 quote di un fondo il 1° dicembre 2010. Ipotizziamo in primo luogo che Giuseppe Verdi decida di rimborsare le sue 1.000 quote il 18/05/2011, ad una valore quota pari a 13,84€. A questa data è ancora in vigore il vecchio regime fiscale e l’investitore non si vedrà applicata la ritenuta fiscale in quanto il valore della quota del fondo è già espresso al netto dell’imposta sostitutiva. Giuseppe Verdi riceverà dunque 13.840€, un importo dato da:

1.000 quote * 13,84€

Ipotizziamo ora che al 30 giugno 2011 il valore quota del Fondo sia pari a 13,00€. Questo valore è il primo costo medio ponderato e diventa il riferimento per l’applicazione dell’aliquota. Il CMP sarà successivamente aggiornato ad ogni nuova sottoscrizione o versamento.

Dopo il 30 giugno 2011, Giuseppe Verdi decide di rimborsare le quote del fondo.

Se la quota al rimborso sarà superiore al costo medio ponderato, per esempio 13,50 euro contro i 13,00 euro del 30 giugno, Giuseppe Verdi otterrà un provento dato dalla differenza positiva tra il valore quota del rimborso e il suo costo medio ponderato ai fini fiscali:

(13,50€ – 13,00€) *1.000 quote = 500€ .

Questa differenza positiva costituisce un reddito da capitale, su cui la Sgr applicherà la ritenuta fiscale del 12,50% (62,5 euro).
Giuseppe Verdi riceverà quindi 13.437,50€:

1.000 quote *13,50€ – 62,5 euro di ritenuta fiscale

Al cliente è riconosciuta anche una minusvalenza pari all’importo di commissioni e diritti fissi. La minusvalenza costituisce un reddito diverso e potrà essere portata a compensazione di altri redditi diversi positivi, quelli ad esempio che si ottengono quando si vende un titolo azionario o obbligazionario ad un prezzo superiore a quello di acquisto all’interno di un deposito in regime di risparmio amministrato.

Attenzione: le minusvalenze da redditi diversi non possono essere utilizzate per diminuire il reddito di capitale.

Tornando al nostro esempio, cosa succede se il prezzo di rimborso delle quote è inferiore al costo medio ponderato?

Se la quota al rimborso è per esempio 12,50 euro contro i 13,00 euro del 30/6, Giuseppe Verdi otterrà una perdita data dalla differenza negativa tra il valore quota del rimborso e il suo costo medio ponderato ai fini fiscali:

(12,50€ – 13,00€) *1.000 quote = – 500€ .

Questa minusvalenza costituisce un reddito diverso.

Nessuna ritenuta fiscale sarà applicata a Mario Rossi, che riceverà quindi 12.500,00 n. 1.000 quote * 12.50 euro.

Anche le commissioni e diritti fissi generano una minusvalenza, che si somma alla differenza negativa tra prezzo di vendita e costo medio ponderato. Giuseppe Verdi registrerà una minusvalenza di 500€, che potrà essere portata a compensazione di altri redditi diversi positivi, quelli ad esempio che si ottengono quando si vende un titolo azionario o obbligazionario ad un prezzo superiore a quello di acquisto all’interno di deposito in regime di risparmio amministrato.

FONTE: Internet

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 08 Luglio 2011 16:11